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Lupo mannaro

xilografia tedesca di un lupo mannaro del 1722

Un lupo mannaro (noto anche come licantropo o uomo lupo) nel folklore è una persona che si trasforma in un lupo grigio o in una creatura simile al lupo, di proposito, usando la magia, o dopo essere stato colpito da una maledizione, spesso al momento della luna piena. Dato che erano una minaccia per le persone, i racconti spesso si concentrano sui metodi per rivelare i lupi mannari, proteggersi da loro e ucciderli.

Mentre nell’epoca contemporanea il lupo mannaro è un punto fermo dei generi horror e dei giochi di ruolo, il fenomeno dei lupi mannari può essere fatto risalire fino alle pratiche di mutamento di forma degli sciamani che si trasformavano in animali, compresi i lupi. Alcuni hanno suggerito che malattie come la rabbia e la porfiria, che causano sintomi che assomigliano ad alcune caratteristiche dei lupi e causano anche deliri, potrebbero essere l’origine dei racconti sui lupi mannari.

I lupi mannari possono essere visti come rappresentanti la dualità dell’essere umano come essere sia animale che spirituale. La natura animale è generalmente repressa, controllata dalla mente razionale umana e dalle norme sociali, ma può essere liberata quando la luna si trasforma, trasformando contemporaneamente la persona. Questo lato oscuro della natura umana, incontrollabilmente aggressivo e senza morale, è purtroppo una realtà. La trasformazione che auspichiamo, tuttavia, arriva con la luce di una nuova “luna”, la luce del vero amore, che rivelerà la vera bontà degli esseri umani.

Etimologia

Lo sapevi?
Il fenomeno dei lupi mannari può essere fatto risalire alle pratiche di mutamento di forma degli sciamani che si trasformavano in animali tra cui i lupi

Il fenomeno dei lupi mannari può essere fatto risalire alle pratiche di mutamento di forma degli sciamani che si trasformavano in animali tra cui i lupi

Il termine lupo mannaro è di origine germanica. In basso tedesco è werwulf, che diventa Werwolf nel tedesco moderno. Le forme originali della parola hanno influenzato direttamente l’inglese antico werewulf, e l’olandese weerwolf.

Il termine “licantropia”, che significa la capacità di un essere umano di subire la trasformazione in un lupo o di acquisire caratteristiche simili al lupo, è una combinazione delle radici greche lukos, che significa lupo, e anthropos, che significa uomo.

Origine

Un lupo grigio impagliato in mostra al Patuxent Wildlife Research Center.

La credenza nella licantropia risale alle prime società tribali. Si credeva che gli sciamani e gli stregoni possedessero la capacità di sintonizzarsi con la natura al punto da potersi trasformare in animali. Spesso questi animali erano animali predatori quadrupedi, come leopardi, sciacalli, orsi, coyote e lupi. I lupi, in particolare, ebbero una relazione significativa con l’umanità: da quando gli uomini addomesticarono il lupo nel canino domestico di oggi, si stabilì una connessione emotiva tra le specie. I cani, e per estensione i loro antenati lupi, sono comunemente considerati come spiriti affini, fin dai primi tempi in cui venivano usati come compagni di caccia, fino ad oggi, quando interagiscono con l’uomo in vari modi. Non è quindi sorprendente che questo animale, individuato dall’uomo ad un certo punto della storia, venga utilizzato in una delle credenze folcloristiche più popolari e consistenti.

Per esempio, la mitologia Inuit include l’Adlet (chiamato anche Erqigdlet), una creatura chimerica con la parte inferiore del corpo come quella di un cane e la parte superiore come un uomo.

Incisione intitolata Lycaon trasformato in lupo

Le prime testimonianze di licantropi provengono dall’Europa orientale e dall’area mediterranea. Il mito greco di Licaone raccontava della sua trasformazione in lupo in seguito al consumo di carne umana. Lo studioso romano Plinio il Vecchio, citando Euanthes, sosteneva che un uomo della famiglia di Anthus fu scelto a sorte e portato in un lago in Arcadia, dove appese i suoi vestiti ad un frassino e li attraversò a nuoto, provocando la sua trasformazione in lupo, forma in cui vagò per nove anni. A condizione che non attaccasse nessun essere umano durante il periodo di nove anni, sarebbe stato libero di nuotare di nuovo attraverso il lago per riprendere la forma umana.

Secondo la tradizione armena, ci sono donne che, in conseguenza di peccati capitali, sono condannate a passare sette anni in forma di lupo. In un tipico resoconto, una donna condannata viene visitata da uno spirito con la pelle di lupo, che le ordina di indossare la pelle, subito dopo la quale acquisisce spaventose voglie di carne umana. Superata la sua natura migliore, la lupa divora ognuno dei suoi figli, poi i figli dei suoi parenti in ordine di parentela, e infine i figli degli estranei. Vaga solo di notte, con porte e serrature che si aprono al suo arrivo. Quando arriva il mattino, ritorna alla forma umana e si toglie la pelle di lupo. La trasformazione è generalmente detta involontaria, ma ci sono versioni alternative che coinvolgono la metamorfosi volontaria, dove le donne possono trasformarsi a volontà.

I lupi mannari nelle successive tradizioni europee erano spesso persone innocenti e timorate di Dio che soffrivano della stregoneria di altri, o semplicemente di un destino infelice, e che come lupi si comportavano in modo veramente toccante, adorando e proteggendo i loro benefattori umani. Nel poema Bisclaveret (1200) di Marie de France, il nobile Bisclavret, per ragioni non descritte, doveva trasformarsi in lupo ogni settimana. Quando la moglie traditrice gli rubò i vestiti necessari per ripristinare la sua forma umana, sfuggì alla caccia al lupo del re implorando la sua pietà, e accompagnò il re in seguito. Il suo comportamento a corte era così più gentile di quando sua moglie e il suo nuovo marito apparvero a corte, che il suo odioso attacco alla coppia fu ritenuto giustamente motivato, e la verità fu rivelata.

Altri racconti di questo tipo includono William e il lupo mannaro (tradotto dal francese in inglese, 1350), e la fiaba tedesca Märchen, in cui diversi aristocratici si trasformano temporaneamente in bestie. Per esempio, in Biancaneve e Rosa Rossa l’orso addomesticato è in realtà un principe stregato, e in The Golden Bird la volpe parlante è anche un uomo. Il potere di trasformare gli altri in bestie selvagge era attribuito non solo agli stregoni maligni, ma anche ai santi cristiani: San Tommaso d’Aquino credeva che tutti gli angeli, compresi quelli caduti, possedessero la capacità di manipolare la materia; San Patrizio avrebbe trasformato il re gallese Vereticus in un lupo; San Natalis avrebbe maledetto un’illustre famiglia irlandese i cui membri erano condannati ad essere un lupo per sette anni.

Lupo mannaro, di Lucas Cranach der Ältere, 1512. La credenza nella licantropia era prevalente in quelle zone, così come la credenza negli spiriti maligni della natura e le idee cristiane di demoni e del diavolo. Come per i vampiri, le persone erano capaci di essere sopraffatte da tali spiriti ed entità, o erano maledette per qualcosa che avevano fatto, e venivano trasformate in lupi mannari. È da queste credenze che deriva la concezione comune del lupo mannaro.

Alcuni ricercatori moderni hanno cercato di utilizzare condizioni come la rabbia, l’ipertricosi (eccessiva crescita di peli su tutto il corpo), o la porfiria (un disturbo enzimatico con sintomi che includono allucinazioni e paranoia) per spiegare le credenze sui lupi mannari. La porfiria eritropoietica congenita ha caratteristiche cliniche che includono mani e viso pelosi, pelle che guarisce male, urina rosa, colore rossastro dei denti e fotosensibilità, che porta i malati ad uscire solo di notte. Esiste anche un raro disturbo mentale chiamato licantropia clinica, in cui una persona affetta ha la convinzione delirante di essere o di essersi trasformata in un animale, ma non necessariamente in un lupo o in un lupo mannaro. I miti di licantropia soprannaturale potrebbero avere origine da persone che raccontano le loro esperienze di quello che potrebbe essere classificato come uno stato di psicosi.

Lore del lupo mannaro

Disegno di una testa di lupo mannaro.

Le leggende storiche descrivono un’ampia varietà di metodi per diventare un lupo mannaro, uno dei più semplici è la rimozione dei vestiti e l’indossare una cintura di pelle di lupo, probabilmente in sostituzione dell’assunzione di un’intera pelle animale (anch’essa frequentemente descritta). In altri casi il corpo viene strofinato con una pomata magica. Anche bere acqua dall’orma dell’animale in questione o bere da certi ruscelli incantati erano considerati modi efficaci per realizzare la metamorfosi. Olaus Magnus dice che i lupi mannari livoni venivano iniziati scolando una tazza di birra appositamente preparata e ripetendo una formula stabilita. Ralston nel suo Songs of the Russian People dà la forma di incantesimo ancora familiare in Russia. Secondo la tradizione russa, un bambino nato il 24 dicembre sarà un lupo mannaro. Il folklore e la letteratura descrivono anche un lupo mannaro generato da due genitori mannari.

Un’interessante distinzione viene spesso fatta tra lupi mannari volontari e involontari. I primi si pensa che abbiano fatto un patto, di solito con il diavolo, e si trasformano in licantropi di notte per indulgere in atti maliziosi. I licantropi involontari, invece, sono licantropi per un incidente di nascita o di salute. In alcune culture, gli individui nati durante la luna nuova o che soffrono di epilessia erano considerati probabili licantropi. Il cronista medievale Gervaso di Tilbury associava la trasformazione all’apparizione della luna piena, ma questo concetto fu raramente associato al lupo mannaro finché l’idea non fu ripresa dagli scrittori di fiction.

I lupi mannari hanno diverse debolezze descritte, la più comune delle quali è l’avversione all’aconito (una pianta che presumibilmente germogliò dalle erbacce innaffiate dalla bava di Cerbero mentre veniva portato fuori dall’Ade da Eracle). Come i vampiri, i licantropi mantengono un’avversione per gli artefatti religiosi come i crocifissi e l’acqua santa. Una delle debolezze meno conosciute è l’argento, poiché si credeva che un lupo mannaro in forma umana non si trasformasse quando indossava un amuleto d’argento. L’effetto repressivo sarebbe aumentato se l’amuleto fosse riempito di aconito. Si credeva che pugnalare un lupo mannaro con un pugnale d’argento lo facesse tornare in forma umana. Nella cultura popolare, un lupo mannaro può essere ucciso se colpito da un proiettile d’argento, anche se questa non era una caratteristica delle leggende popolari. La credenza generale che l’argento possa essere usato per difendersi da un lupo mannaro deriva dalla storia La bestia di Gévaudan del 1764-1767. Un mago di nome Jean Chastel benedisse un proiettile d’argento con il quale ferì gravemente il lupo mannaro. Va notato che alcuni ricercatori credono che la “debolezza d’argento” sia un’errata traduzione di “metallo argentato” che in realtà si riferisce al quicksilver (mercurio), una cui iniezione era considerata fatale per i lupi mannari (e naturalmente, per gli altri esseri viventi). Tuttavia, poiché l’argento e il lupo naturalmente notturno sono entrambi associati alla luna, la “debolezza argentata” ha resistito.

Vari metodi sono esistiti per rimuovere la forma del lupo mannaro. Il metodo più semplice era l’atto dell’incantatore (che operava su se stesso o su una vittima) e un altro era la rimozione della cintura o della pelle animale. Anche inginocchiarsi in un punto per cento anni, essere rimproverato di essere un lupo mannaro, essere salutato con il segno della croce, o indirizzato tre volte con il nome di battesimo, essere colpito tre volte sulla fronte con un coltello, o avere almeno tre gocce di sangue prelevate sono state menzionate come possibili cure. Molti racconti popolari europei includono il lancio di un oggetto di ferro sopra o contro il lupo mannaro, per fargli rivelare la sua forma umana.

Diventare un lupo mannaro semplicemente venendo morsi da un altro lupo mannaro è comune nella narrativa moderna, ma raro nella leggenda, in cui gli attacchi dei lupi mannari raramente lasciavano la vittima viva abbastanza a lungo per trasformarsi.

Letteratura e cultura pop

I lupi mannari sono stati a lungo un soggetto popolare delle opere di narrativa horror e gotica come i vampiri, entrambi erroneamente ritenuti creazioni dell’Europa orientale, in particolare alla fine del diciannovesimo e all’inizio del ventesimo secolo. Le rappresentazioni prevedono quasi esclusivamente che la licantropia sia una condizione ereditaria o che venga trasmessa come una malattia infettiva dal morso di un altro lupo mannaro. Il processo di trasmogrificazione è spesso ritratto come doloroso nei film e nella letteratura. Il lupo risultante è tipicamente astuto ma spietato, e incline a uccidere e mangiare le persone senza rimpianti, indipendentemente dal carattere morale della sua controparte umana.

La forma che un lupo mannaro assume non è sempre quella di un lupo ordinario, ma spesso antropomorfa o comunque più grande e potente di un lupo ordinario. Molti licantropi moderni sono presumibilmente immuni ai danni causati dalle armi ordinarie, essendo vulnerabili solo agli oggetti d’argento (di solito un proiettile o una lama). Questa reazione negativa all’argento è talvolta così forte che il solo tocco del metallo sulla pelle di un lupo mannaro provoca ustioni.

Di recente, la rappresentazione dei lupi mannari ha preso una piega più simpatica. Con l’ascesa dell’ambientalismo e altri ideali di ritorno alla natura, il lupo mannaro è stato visto da alcuni autori come una rappresentazione dell’umanità alleata più strettamente con la natura. Alcuni romanzi recenti scartano anche l’idea che il lupo mannaro domini la mente quando si trasforma, e postulano invece che la forma del lupo possa essere “usata” a piacimento, con il licantropo che conserva i suoi processi di pensiero e la sua intelligenza umana.

Un tema popolare nella letteratura sul lupo mannaro è la metafora del lupo mannaro come dualità della natura umana; il lupo è talvolta visto come l’animale selvaggio che esiste in tutti gli uomini ma è tenuto sotto controllo dall’aspetto umano, razionale. Le trasformazioni della luna piena sono simboliche dei momenti in cui gli umani ritornano alle loro radici primordiali. A volte il simbolismo non è collegato alla natura, rappresentando invece il lato più oscuro del genere umano che alcuni suggeriscono viva in tutti, ma che è normalmente soppresso dalle costrizioni sociali e dalla moralità.

Note

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  2. Franz Boas, Race, Language, and Culture (University of Chicago Press, 1982, ISBN 9780226062419), 512.
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  4. Mkhitar Gosh, The Fables of Mkhitar Gosh. (New York, 1987, ISBN 0935102213).
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  • Douglas, Adam. La bestia dentro: A History of the Werewolf. Londra: Chapmans, 1992. ISBN 038072264X
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  • Time-Life. Trasformazioni. Time-Life Books, 1989. ISBN 0809463644
  • Wolfeshusius, Johannes Fridericus. De Lycanthropia: An vere illi, ut fama est, luporum & aliarum bestiarum formis induantur. Problema philosophicum pro sententia Joan. Bodini … adversus dissentaneas aliquorum opiniones noviter assertum… Lipsia: Typis Abrahami Lambergi. 1591.

Tutti i link recuperati il 18 agosto 2020.

  • Varney, Allen. The New Improved Beast
  • werewolfpage.com

Credits

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